Vertigo 2016 (test) - INFOTRIAL

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Vertigo 2016 (test)

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19 Settembre 2016


Test VERTIGO COMBAT 2016

 
 
 
 

EICMA 2014, l'attesa è finita, dopo mesi di notizie fornite con il contagocce vengono tolti i teli che coprono le Vertigo, trial nate per volere di Manel Janet, appassionato imprenditore spagnolo che opera nel settore dell'infanzia con una ditta, la JANE', produttrice di passeggini, seggiolini auto ed articoli per i più piccoli.

Manel Janet vanta una dozzina di partecipazioni alla Scottish Six Days Trial, ha creato a Camprodon (borgo ubicato a 1000 metri d'altezza sui Pirenei) il Noassar Trial, area autorizzata per la pratica del trial, dove si allenano anche piloti come Jeroni Fajardo e Toni Bou.

 
 

Per progettare la moto forma un pool di esperti del settore come Francesc Romani (ingegnere progettista), il sette volte campione mondiale outdoor Dougie Lampkin, che si occupa dello sviluppo della moto e Xavier Villalta come responsabile commerciale oltre che pilota con partecipazioni internazionali negli anni novanta.

Si definiscono così le caratteristiche della moto che presenterà l'iniezione elettronica, l'impianto di raffreddamento con pompa acqua elettro magnetica brushless, molteplici mappature a disposizione ed un caratteristico telaio a traliccio con piastre laterali in alluminio.

Il gruppo di lavoro si allarga e ad oggi operano in Vertigo 25 persone, nello stabilimento sito a pochi chilometri da quello della Montesa Honda.

 
 

Per la presentazione alla stampa Manel Janet ha scelto il suo Noassar Trial, che vanta anche un ristorante ed un hotel per ospitare gli appassionati e i loro accompagnatori.

Presenti a condurci alle zone i tre piloti ufficiali Vertigo, Dougie Lampkin, James Dabill e il vice campione europeo Francesc Moret.

Intenso il programma della giornata con i presenti divisi in due gruppi, dieci le moto a disposizione, le prime pre-serie uscite dallo stabilimento alle porte di Barcellona, cui seguiranno altri quindici pezzi da destinare agli importatori e distributori per i test clienti, ultimo step prima dell’avvio della produzione.

Al mattino meeting tecnico con Francesc Romani e Siscu Llort (capo tecnico per lo sviluppo) i quali, hanno illustrato il propulsore e le soluzioni adottate sulla Vertigo, smontandolo completamente e mostrando i componenti.

Successivamente breve tour del Trial Park prima della pausa pranzo e a seguire test moto su sette zone tracciate in varie aree per verificare le caratteristiche in diverse condizioni.

 
 

Tre le versioni che verranno prodotte nelle cilindrate 250, 280 e 300 cc, in seguito verranno affiancate da special edition che vedranno particolari in carbonio e titanio, inoltre ad EICMA potremmo vedere una versione con maggior capacità del serbatoio e non è da escludere un mezzo studiato per il motoalpinismo.

L’obbiettivo di Vertigo è presentare dal Model Year 2017 le due versioni contemporaneamente lasciando all’acquirente la possibilità di scegliere quale portarsi a casa.

 
 

Le differenze rispetto alle versioni presentate ad EICMA risiedono in un inedito complesso di scarico ad una uscita al posto di quello a due dello scorso Novembre, modifiche al serbatoio carburante per migliorare l’isolamento dal calore del complesso di scarico ed alcuni particolari modificati.

 
 

Moltissime le novità presenti sulla Vertigo la prima quella di avere quattro mappature disponibili e selezionabili attraverso un pulsante che verrà posizionato sul manubrio in posizione ben riparata con led per indicare (numero di lampeggi) quale mappatura è stata scelta.

All'avvio il motore utilizza la mappa 1 (la più soft), successivamente il pilota può optare per la mappa 2 o 3 mentre la quarta sarà un'opzione a basso consumo per poter percorrere più chilometri, dedicata a chi ovviamente predilige il motoalpinismo o ha poco carburante nel serbatoio per tornare alla base di partenza.

Inoltre la centralina elettronica grazie ad un sensore posto sul cambio, viene informata della marcia inserita, quindi per ogni mappatura esiste una specifica taratura dell’iniezione in base alla marcia innestata.

 
 

La centralina dialoga con otto sensori (pressione, Umidità, temperatura del motore, pressione dei gas, pompa elettrica dell’acqua, sensore cambio marcia inserita, sensore radiatore e impianto elettrico) e può variare anche la velocità di rotazione della pompa acqua elettrica.

Previsti nel cablaggio elettrico due connettori (uno dati e l’altro per alimentare l’impianto) per poter caricare sulla centralina le mappature che inizialmente saranno a disposizione degli importatori, e successivamente proposte al pubblico con uno specifico toolkit per operare da pc.

La frizione a tre dischi con molla a tazza ha diametro di 134 mm, il cambio estraibile è a sei marce con quattro rapporti dedicati al trial e la quinta e sesta per i trasferimenti (velocità massima 115 km/h).

 
 

Il cilindro ha ingresso acqua dalla parte anteriore, soluzione che permette di aumentare la capacità di raffreddamento nella zona di scarico, utilizza uno scambiatore di calore stretto ma dal notevole sviluppo verticale con ventola prodotta dalla italiana SPAL.

L’iniezione presenta un corpo farfallato da 31 mm a quattro fori con comando a cavo e iniettore a quattro fori che vaporizza miscela allo 0,8%.

Grazie alla centralina elettronica la Vertigo riesce a digerire, miscele al 2,5%, situazioni testate nella Scottish.

 
 

Tradizionali le scelte per diversi componenti, cerchi anodizzati sui quali trovano posto pneumatici Michelin X Light nelle canoniche misure 2,75 x 21” e 4,00 x 18”, pneumatici che potrebbero essere sostituiti sulla serie dalla versione X11 apprezzata maggiormente dagli appassionati.

Dischi dal profilo a margherita con asole con la doppia funzione di migliorare la dissipazione del calore e scaricare sporco e fango, impianti frenanti Braketec con all’anteriore pinza a quattro pistoncini monoblocco, forcella Tech con canne in alluminio da 39 mm e riporto superficiale nero, serrate da piastre forcella ricavate dal pieno con nervature di rinforzo.

Ammortizzatore Reiger montato su leveraggio progressivo, pedane poggiapiedi ottenute da pressofusione prodotte da S3 con supporti sostituibili avvitati con due viti.

Manubrio S3 con manopole prodotte in Italia e comando gas domino.

Interessante soluzione Vertigo è quella di adottare una piastra paramotore che si allunga fino alla zona posteriore della moto proteggendo completamente il telaio e i leveraggi.

 
 

Un caldo sole ha fatto da cornice a tutta la giornata permettendoci di provare la Vertigo in condizioni climatiche ideali.

Pietre di piccole dimensioni, terra e per finire passaggi su ostacoli più impegnativi ed in sequenza , hanno permesso di valutare il comportamento della principale novità del 2016.

Caratteristiche delle moto Made in Spain quella di avere la leva d’avviamento a destra ed un sound di scarico ovattato.

Premendo il pulsante di massa per qualche secondo si attiva l’impianto con batteria al litio e con un deciso calcio sulla leva ed un filo di gas (qui ricorda le Gas Gas e la Ossa) il motore si avvia iniziando da un regime molto basso per poi stabilizzarsi in circa un secondo.

 
 

Avviando la Vertigo, si può notare il bassissimo tasso di vibrazioni, stando in sella si avverte l’aria aspirata della cassa filtro che respira attraverso una feritoia posta dietro il canotto di sterzo, dotato di filtro aria cilindrico che occupa praticamente tutta la cassa filtro, prevede la sede in gomma con o-ring per non far trafilare eventualmente l’acqua (la cassa filtro ha il foro per farla fuoriuscire) nel condotto di aspirazione.

Il nostro programma di test prevede la partenza dall’hotel del Noassar, risalendo sentieri insieme a Francesc Moret notiamo subito la leggerezza del mezzo ed il bilanciamento differente dalle altre moto grazie all’adozione del serbatoio sotto la sella in posizione centrale.

Una decina di minuti lungo i boschi e raggiungiamo l’area dov’è prevista la sessione fotografica.

Scegliamo alcuni ostacoli (l’area è quella dove si allena Toni Bou…) e la sensazione è quella di condurre un mezzo dall’erogazione molto lineare che anche sottocoppia e con marcia alta non ti tradisce mai.

 
 

Nei primi passaggi di apprendistato ritroviamo quello che Francesc Moret ci aveva indicato quando a Montoso ci aveva presentato la sua special (LEGGI ARTICOLO) , una moto molto stabile e facile da condurre, affrontiamo una serie di pietre sistemate per simulare i torrenti che si trovano in Scozia, le sospensioni smorzano bene le sollecitazioni ed aumentando il ritmo aumenta la sensazione di leggerezza della moto.

La mappatura uno presenta un primo tratto di erogazione molto morbido, sicuramente adatto per i terreni pesanti e chi affronta zone con curve e contropendenze.

Selezionando le altre mappe avvertiamo un crescere delle prestazioni soprattutto ai bassi regimi senza però che la Vertigo diventi ingestibile (31 cavalli all’albero dichiarati).

In qualsiasi mappatura la prima marcia permette di affrontate moltissimi ostacoli grazie ad un buon allungo, la rapportatura ricorda un po’ quella Gas Gas con una prima marcia che si può utilizzare in molteplici situazioni.

La carburazione è sempre perfetta anche nell’apri e chiudi, personalmente abbiamo preferito la mappatura 3 che offre una maggior brio contribuendo a dare ancora di più la sensazione di una moto leggera.

La fumosità di scarico è assente anche dopo aver affrontato alcune salite a tutto gas o periodi a regimi bassi.

Francesc Moret ci ha portato in una zona con salite da affrontare a tutto gas, spalancando l’acceleratore la moto spinge con linearità e senza che il motore anche con marce corte perda potenza nettamente in zona limitatore.

 
 

La frizione morbidissima alla leva presenta un buon funzionamento, lo stacco è modulabile ma se richiamata in causa con decisione riesce a dare il giusto apporto di energia, non abbiamo notato trascinamento anche utilizzandola senza sosta per mezzora ininterrottamente e con lo stacco molto vicino al manubrio.

Telaio a traliccio acciaio e piastre in alluminio.

Il telaio in acciaio garantisce una maggior flessibilità e facilità di recupero in caso di errore, la Vertigo grazie anche ad un ampio raggio di sterzo permette di essere condotta a ruote basse con facilità.

 
 

Le dieci moto a disposizione erano nuove, quindi le sospensioni non erano ancora al top, per questo abbiamo trovato un setting leggermente duro ad inizio prova che è andato a migliorare nel corso del tempo.

La forcella è la Tech con canne in alluminio, ha tre possibilità di regolazione, compressione estensione e antiaffondamento  una sospensione che in molti adottano per via delle sue eccellenti doti di leggerezza e scorrevolezza sulle special, sensibile alle piccole asperità presenta un piacevole effetto smorzante negli affondi più duri.

Offre spinta se stuzzicata risultando allo stesso tempo frenata.

Al retrotreno troviamo un’unita Reiger studiata in collaborazione con Vertigo unità dotata di due regolazioni (compressione ed estensione), lavora insieme ad un leveraggio progressivo ed al particolare forcellone molto largo nella parte iniziale.

Come per la forcella anche il mono fornisce sostegno e un ottima capacità d’assorbimento rendendo confortevole la guida.

Negli ostacoli in sequenza, tipici dei torrenti scottish dell’area test permette alla moto di galleggiare con una spinta notevole se stuzzicato.

Staccare da fermo unendo il lavoro delle sospensioni alla spinta del motore, permette di assaporare arrivare in cima con l'anteriore alto, andando ad impattare sull'ostacolo solo con il posteriore, basta spostare il corpo indietro e l’anteriore punta in alto.

 
 

Braketec i freni con all’anteriore la pinza monoblocco a quattro pistoncini monoblocco e al posteriore un’unità a due pistoncini.

Modulabilità e potenza sono le caratteristiche degli impianti spagnoli che vantano una buona stabilità di funzionamento anche quando vengono stressati, la pompa posteriore risulta ben protetta dal telaio.

 
 

Conclusioni.

La Vertigo nonostante sia ancora una pre serie è una moto molto a punto, abbiamo notato che la leva di avviamento interferiva con la pedana a fine corsa, i tecnici spagnoli ci hanno assicurato che la moto che raggiungerà i concessionari adotterà un particolare che eliminerà il problema.

Molto curata la moto, l’avantubo YASUNI con saldature a vista, i parafanghi presentano inserti in gomma morbida senza adesivi che, si piegano in caso di contatto con gli ostacoli, utile la cover con sportellino per accedere al tappo carburante, presenta lo spegnimento magnetico accessorio obbligatorio e molto utile per la sicurezza del pilota ed assistente, dimostrano la cura del mezzo.

Più bello esteticamente lo scarico adottato ad EICMA (con fondello di protezione in plastica materiale però soggetto a surriscaldamenti) e siamo sicuri che presto debutterà un impianto in carbonio, inoltre il pedale del freno posteriore è a nostro avviso un po’ lontano dalla pedana, per chi ha numeri inferiori al 42 potrebbe richiedere una modifica, attuabile piegando indietro la parte snodata.

 
 

Manel Janet ci ha anticipato che vedremo sei moto ad EICMA, la metà dei quali concept, inoltre è già stato preparato e presentato in occasione del nostro test un prototipo di bike trial con cerchi da 20 e 26 e pedivelle arcuate per riuscire a salire meglio sugli ostacoli con arpioni per aumentare il grip, con forcella rigida in fibra di carbonio.

Per il prezzo di vendita è ancora da definire ma dovrebbe essere allineato a quelle degli altri competitors.

DI SEGUITO TROVERETE COME SEMPRE LA SCHEDA TECNICA E ALCUNE INFORMAZIONI SUL TEST


Si ringrazia Vertigo per la disponibilità

Manel Janet, Xavier Villalta, Francesc Romani, Sisci Llort e Jake Miller, Francesc Moret, Dougie Lampkin, James Dabill e lo staff dell'Hotel Puig Franco per la disponibilità.

Roberto Bianchi importatore Vertigo per l'Italia

Pro Park Genova

F&G DISTRIBUTION per l'abbigliamento e il paraschiena MOTS ed i guanti S3

TRIALSHOP per gli stivali ALPINESTARS

Foto statiche Christian Valeri, quelle di gruppo sono di Pietro Gandolfi


Foto dinamiche Vertigo Press Office

 
 
 
 

SCHEDA TECNICA (VERTIGO COMBAT 300cc  2 Tempi)



VERTIGO COMBAT 2016 info test

Temperatura 22°C, altezza 1000 mt S.l.m sole

Pressione pneumatico anteriore 0,45 bar

Pressione pneumatico posteriore 0,35 bar

 























 
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